– delitti = + paura /// perché?

E’ disponibile da ieri sul sito dell’Istat la prima edizione di “100 statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare”. La pubblicazione offre dati statistici su 17 diversi aspetti della realtà italiana: culturali, economici, demografici, sociali, ambientali. In questo blog ci interessa in particolare perché una delle sezioni è dedicata anche alla sicurezza e alla sua percezione.
Ieri pomeriggio le edizioni on-line di tre dei più importanti giornali nazionali hanno dedicato alla pubblicazione un articolo nella pagina principale, chi aprendo sulla sezione Istruzione, come il Corriere della Sera, chi sulla questione Sicurezza:
(Repubblica “Meno omicidi, Italia più sicura ma cresce la paura”)
(Stampa “Calano gli omicidi ma la paura cresce”).

Riporto solo alcuni dati:
Dal documento risulta che in Europa (dati del 2005) la media di omicidi è di 14 ogni milione di abitanti, mentre l’Italia è ferma a 10. Almeno da questo punto di vista possiamo dirci come uno dei paesi più sicuri. Il fenomeno è inoltre sensibilmente diminuito dal 2000, quando gli omicidi per milione di abitanti erano 13. Allo stesso modo sono in calo scippi, furti di veicoli e furti nelle abitazioni.

A fronte di questa diminuzione la criminalità è comunque fonte di preoccupazione per più della metà degli italiani (58,7%). Il dato è superato solo da quello sulla disoccupazione (70,1%). La criminalità preoccupa soprattutto in Piemonte e Liguria al nord e in Puglia, Campania e Sicilia al sud. In maniera uniforme in tutta Italia, invece, la preoccupazione per l’immigrazione extracomunitaria sale con un incremento maggiore rispetto a tutti gli altri dati.

Così come viene spiegato dagli autori del documento:

La sicurezza dei cittadini, tanto nella sua componente oggettiva (comportamenti antisociali o delittuosi) quanto in quella soggettiva (percezione dell’allarme sociale da parte degli individui), è una dimensione essenziale della convivenza civile. In questo ambito, l’informazione statistica è necessaria per orientare e valutare le politiche di governo della sicurezza, con particolare riferimento alla coesione sociale, alla diffusione della legalità e al miglioramento permanente delle condizioni di convivenza civile

Per quanto mi riguarda non può che aumentare un senso di dissonanza (- crimini + paura) che riesco a risolvere solo guardando, ancora una volta, al ruolo dei media. Se siete curiosi, questa mattina anche Radio 24 ha dedicato uno spazio alla ricerca.

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2 risposte a “– delitti = + paura /// perché?

  1. L’informazione statistica è necessaria ad orientare le politiche della sicurezza, ma mi chiedo se possiamo pensare che basti aumentare l’informazione ai cittadini per ridurre il senso di insicurezza (o meglio: di paura). Questi dati ci dicono il contrario. Purtroppo.

  2. Percepire è qualcosa che riguarda un certo “sentire” che non dipende solo dall’essere informati correttamente sulle cose. Poi giustamente ci sono anche i media.

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