Il pacchetto sicurezza

Se è vero che in questo blog mi occupo delle iniziative che le amministrazioni associate al FISU istituiscono per fronteggiare la crescente sensazione di insicurezza legata alla criminalità, oggi è un giorno decisivo per la questione perché il Consiglio dei Ministri del nuovo Governo Berlusconi ha approvato oggi a Napoli il nuovo pacchetto sicurezza.
A quanto pare si tratta di 3 disegni di legge e di 1 Decreto Legge.
Nel dettaglio, in uno dei disegni di legge è previsto il tanto discusso reato di immigrazione clandestina.
Il Decreto Legge prevede invece l’aggravante per chi delinque in condizioni di clandestinità.
Al momento in cui scrivo, ho racimolato in rete qualche dettaglio più:
a) Pene più severe per chi affitta abitazioni a immigrati clandestini, per chi guida in stato d’ebrezza o sotto l’effetto di stupefacenti e il divieto di patteggiamento in appello per reati di mafia
b) Aggravanti per reati su anziani e disabili
c) Stop ai matrimoni di convenienza (obbligo di convivenza per due anni)
d) Istituzione del reato di accattonaggio e perdita di potestà per chi usa i bambini per l’accattonaggio
e) Istituzione del reato di immigrazione clandestina
f) Norme più severe per i trasferimenti all’estero di denaro
g) Estensione della detenzione nei cpt fino a 18 mesi
h) L’istituzione della banca dati del DNA (aderendo al Trattato di Prum)

Ai prossimi giorni per qualche commento più approfondito.

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Liberi secondo istinto?

Se possiamo declinare il concetto di sicurezza in una grande varietà di modi, mi sembra oramai ovvio che quello della sicurezza urbana è diventato la pietra angolare attorno alla quale si distribuiscono tutti gli altri.
Certo, in determinati periodi altre declinazioni della sicurezza, quella sul lavoro o sulle strade salgono alle luci della ribalta, ma sembrano fuochi fatui che brillano per un breve periodo richiamando sguardi distratti e superficiali e poi si affievoliscono lentamente tornando alla cura degli “addetti ai lavori” o di chi è toccato direttamente dalle tragedie a loro connesse.
Dopotutto che utilità ha tenerne costante consapevolezza se implicitamente sappiamo che con costanza rituale i riflettori torneranno a puntare su di esse e potremo ancora optare per l’economia della visione, salvi dal dispendio dell’azione? In verità tutte le declinazioni dell’insicurezza lavorano costantemente sotto traccia, che oggi ci riguardino direttamente o no.
Qualcosa invece nell’insicurezza urbana dev’essere cambiato. Da quando pochi mesi fa ho iniziato a scrivere in questo blog, a oggi, è come se una serie di eventi e decisioni ci avessero in qualche modo liberato.
Così, quasi fossimo stati in troppi e per troppo tempo rinchiusi contro la nostra volontà in una stanza calda, senz’aria e maleodorante, abbiamo dato la stura a desideri a lungo repressi quando finalmente ci è stato detto che se era caldo potevamo spogliarci, che se c’era qualcuno che ritenevamo responsabile della puzza potevamo cacciarlo via, che se ci sentivamo inquieti un motivo c’era e sì, era corretta quell’idea che riuscivamo a confessarci solo con un po’ di vergogna e cioè che la colpa era di quelli che sono stati buttati dentro casa per ultimi anche se era chiaro che non c’era posto più per nessuno e già puzzava e già l’aria aveva smesso di circolare da un pezzo.

Caterpillar a Napoli

Mentre viaggiamo velocemente verso il primo Consiglio dei Ministri che mercoledì 21 prossimo, a Napoli, cercherà di varare il tanto agognato pacchetto sicurezza, la redazione di Caterpillar ha anticipato tutti presentandosi proprio a Napoli ieri pomeriggio, con una trasmissione dedicata all’iniziativa del Comune, denominata “Bottega dei sapori e dei saperi”. Potete ascoltare la puntata cliccando qui. Buon ascolto

Caterpillar a Bolzano

E’ disponibile per il download la nuova puntata di Caterpillar dedicata alle iniziative del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana. Questa volta l’inviata della trasmissione, Laura Troja, è salita su fino a Bolzano. Potete ascoltare la puntata qui e come al solito, sulla sezione I Podcast di Caterpillar in cima al blog. Prossimo appuntamento su Radio 2, giovedì 15 maggio dalle 18 alle 19:30, da Napoli. Buon ascolto.

– delitti = + paura /// perché?

E’ disponibile da ieri sul sito dell’Istat la prima edizione di “100 statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare”. La pubblicazione offre dati statistici su 17 diversi aspetti della realtà italiana: culturali, economici, demografici, sociali, ambientali. In questo blog ci interessa in particolare perché una delle sezioni è dedicata anche alla sicurezza e alla sua percezione.
Ieri pomeriggio le edizioni on-line di tre dei più importanti giornali nazionali hanno dedicato alla pubblicazione un articolo nella pagina principale, chi aprendo sulla sezione Istruzione, come il Corriere della Sera, chi sulla questione Sicurezza:
(Repubblica “Meno omicidi, Italia più sicura ma cresce la paura”)
(Stampa “Calano gli omicidi ma la paura cresce”).

Riporto solo alcuni dati:
Dal documento risulta che in Europa (dati del 2005) la media di omicidi è di 14 ogni milione di abitanti, mentre l’Italia è ferma a 10. Almeno da questo punto di vista possiamo dirci come uno dei paesi più sicuri. Il fenomeno è inoltre sensibilmente diminuito dal 2000, quando gli omicidi per milione di abitanti erano 13. Allo stesso modo sono in calo scippi, furti di veicoli e furti nelle abitazioni.

A fronte di questa diminuzione la criminalità è comunque fonte di preoccupazione per più della metà degli italiani (58,7%). Il dato è superato solo da quello sulla disoccupazione (70,1%). La criminalità preoccupa soprattutto in Piemonte e Liguria al nord e in Puglia, Campania e Sicilia al sud. In maniera uniforme in tutta Italia, invece, la preoccupazione per l’immigrazione extracomunitaria sale con un incremento maggiore rispetto a tutti gli altri dati.

Così come viene spiegato dagli autori del documento:

La sicurezza dei cittadini, tanto nella sua componente oggettiva (comportamenti antisociali o delittuosi) quanto in quella soggettiva (percezione dell’allarme sociale da parte degli individui), è una dimensione essenziale della convivenza civile. In questo ambito, l’informazione statistica è necessaria per orientare e valutare le politiche di governo della sicurezza, con particolare riferimento alla coesione sociale, alla diffusione della legalità e al miglioramento permanente delle condizioni di convivenza civile

Per quanto mi riguarda non può che aumentare un senso di dissonanza (- crimini + paura) che riesco a risolvere solo guardando, ancora una volta, al ruolo dei media. Se siete curiosi, questa mattina anche Radio 24 ha dedicato uno spazio alla ricerca.

Livorno – Non solo nonno

Il Comune di Livorno, già passato tra i post di questo blog per il progetto “No ai bulli!”, ci presenta oggi un’ulteriore iniziativa denominata “Non solo Nonno”. I protagonisti di questo progetto sono stati 30 anziani volontari che operano sul territorio in attività di vigilanza davanti alle scuole e nei giardini pubblici.
L’idea alla base di questa iniziativa mi è sembrata quella di cercare di diminuire la generale percezione di insicurezza, garantendo nel contempo una maggiore partecipazione di una parte di cittadinanza che di solito viene sostanzialmente dimenticata e messa da parte.
Se è vero infatti che la città rappresenta un processo di continua costruzione della vita in comune, i cittadini più anziani hanno letteralmente tutta la loro esperienza di vita da mettere in gioco, ciononostante questa esperienza viene facilmente ignorata dalla comunità stessa. A Livorno hanno piuttosto pensato di valorizzarla.
Come spiega bene Fabio Ferroni, responsabile del progetto “Città Sicura”:

L’aspetto importante è che questi anziani volontari conoscono a fondo il territorio ed il suo tessuto sociale, e quindi possono essere davvero una risorsa, un trait d’union tra varie generazioni: la trasmissione della loro saggezza di nonni e dei loro “vissuti” contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza e di rispetto verso la città

Una parte delle attività presso le quali sono impiegati gli anziani hanno a che fare con i parchi, con questi luoghi aperti e di ritrovo che spesso finiscono nelle pagine della cronaca per questioni legate all’insicurezza urbana. Qui si dedicano alla loro salvaguardia, segnalano gli atti vandalici, si cimentano in attività di sorveglianza, affrontando piccoli e grandi atti di inciviltà, comportamenti disturbanti, situazioni di marginalizzazione, cercano infine di aiutare persone in difficoltà e come spiega bene il resoconto di questa iniziativa, a volte è utile la loro semplice presenza.
Il taglio del progetto è psicologico e sociologico. L’idea è stata cioè quella di fornire ai volontari una formazione per sviluppare e consolidare le capacità relazionali e saper gestire i conflitti interpersonali. Trovandosi in una posizione di controllo e sorveglianza, ma essendo privi di qualsiasi potere giuridico, per agire efficacemente devono saper ascoltare e saper comunicare con ogni interlocutore, rapportandosi in modo diversificato a seconda che i soggetti siano bambini, giovani o anziani. L’unica arma di cui dispongono è cioè quella della persuasione e del senso civico. Armi che ancora sento di preferire ai manganelli delle ronde di quartiere.
I volontari infatti vengono coinvolti in percorsi di conoscenza e laboratori specifici condotti da esperti, come psicologi e operatori sociali, dove vengono affrontati i più importanti modelli di comunicazione, vengono sviluppate le proprie capacità relazionali e si cerca di migliorare la gestione dei rapporti attraverso l’utilizzo di strategie e modalità di superamento dei conflitti e persuasione. Un ulteriore risultato di questa preparazione specifica è stata l’attivazione di un Centro di Ascolto gestito dagli anziani volontari che hanno partecipato al progetto.

Insomma… in epoche non eccessivamente remote i membri più anziani erano depositari della memoria specifica della comunità. Ora la parola significativa, la parola che conferisce senso non è più quella degli anziani. La nostra organizzazione sociale orientata prevalentemente sulla produzione e sulla produttività tende a dimenticarsi facilmente degli individui non più produttivi a meno che non li si riesca a rivalutare in quanto consumatori. Gli anziani, collocati in ospizio o affidati alla cura di una badante vengono sostanzialmente estromessi dalle relazioni sociali significative.
E’ ancora più interessante quindi, vedere come questa partecipazione che propone il comune di Livorno, operi con uno sguardo lucido sul presente e tramite la creazione di questi spazi per la partecipazione crei nuove reti di relazione, favorendo la socializzazione degli anziani tra loro e con altre generazioni, e fornisca ruoli per poter essere ancora costruttori attivi della vita di comunità.

Caterpillar da Cremona

Ieri sono state presentate su Caterpillar le iniziative del comune di Cremona per prevenire le truffe e i raggiri agli anziani.

Trovate la puntata qui e nella sezione I Podcast di Caterpillar.

Buon ascolto