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Caterpillar a Piacenza

E’ disponibile per il download la nuova puntata di Caterpillar.

Questa volta l’inviata della trasmissione radiofonica, Laura Troja, si è recata a Piacenza a seguire gli interventi di riqualificazione urbana del Comune, perché, come ha spiegato bene l’Assessore alle Politiche Giovanili Castagnetti: “la sicurezza si acquista soltanto quando una zona è frequentata e una zona è frequentata soltanto se è bella”.

Questa era l’ultima puntata di Caterpillar dedicata alle iniziative delle città associate al FISU, in vista della prossima manifestazione nazionale (leggi qui).

Buon ascolto, direttamente qui, o nella pagina “I Podcast di Caterpillar” che contiene tutti i servizi trasmessi fin’ora.

Caterpillar da Calderara di Reno

E’ on-line nella sezione I Podcast di Caterpillar (e qui) la nuova puntata che presenta l’iniziativa, legata al Forum Italiano per la Sicurezza Urbana, di Calderara di Reno. Buon ascolto!

Caterpillar a Napoli

Mentre viaggiamo velocemente verso il primo Consiglio dei Ministri che mercoledì 21 prossimo, a Napoli, cercherà di varare il tanto agognato pacchetto sicurezza, la redazione di Caterpillar ha anticipato tutti presentandosi proprio a Napoli ieri pomeriggio, con una trasmissione dedicata all’iniziativa del Comune, denominata “Bottega dei sapori e dei saperi”. Potete ascoltare la puntata cliccando qui. Buon ascolto

Caterpillar a Bolzano

E’ disponibile per il download la nuova puntata di Caterpillar dedicata alle iniziative del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana. Questa volta l’inviata della trasmissione, Laura Troja, è salita su fino a Bolzano. Potete ascoltare la puntata qui e come al solito, sulla sezione I Podcast di Caterpillar in cima al blog. Prossimo appuntamento su Radio 2, giovedì 15 maggio dalle 18 alle 19:30, da Napoli. Buon ascolto.

Caterpillar da Cremona

Ieri sono state presentate su Caterpillar le iniziative del comune di Cremona per prevenire le truffe e i raggiri agli anziani.

Trovate la puntata qui e nella sezione I Podcast di Caterpillar.

Buon ascolto

Prato – i cinesi e la nostra sicurezza / 2

Prato, come è stato spiegato bene nella trasmissione di Caterpillar del 18 aprile, con 186mila abitanti è la terza città dell’Italia centrale. Su questa base di cittadini censiti, si stima una presenza di 101 diverse nazionalità e tra regolari e non regolari, almeno 25mila individui provenienti dalla Cina. Almeno a livello quantitativo quindi ci siamo: sono tanti!
Nel precedente post mi sono chiesto perché effettivamente questa presenza destasse preoccupazione, come ho spiegato ne sento parlare molto poco a livello di criminalità, ma non metto in dubbio che la preoccupazione ci sia ed è fondamentalmente ciò che qui mi interessa. Perché anche se non riesco a spiegarmi perché un dato fenomeno preoccupa, ciò non significa che le cause di quell’insicurezza non devono essere indagate. Inoltre trovo molto interessanti i commenti di chi può avere un approccio teorico o di chi conosce la problematica di prima mano (come è avvenuto qui).
L’iniziativa che il comune di Prato ha deciso di intraprendere nel novero dei progetti legati al Forum Italiano per la Sicurezza Urbana è legata, come anticipavo nel precedente post, all’economia clandestina dei laboratori cinesi che confezionano i tessuti. Questi laboratori rappresentano l’ultima catena di una serie di subappalti che partono direttamente dalle richieste soprattutto di grandi marchi italiani, non producono quasi più cioè le classiche imitazioni di cui si parlava tanto fino a qualche anno fa, ma abiti di marca e pronto moda.
Nella trasmissione radio potete seguire l’intervento in una fabbrica di tessuti della periferia nord di Prato. In questo caso, diversamente dagli altri presentati nel blog, il comune di Prato ha posto l’accento sia sul momento preventivo sia su quello repressivo. Ovvio che l’integrazione di questi due livelli di intervento è sempre presente, ma da quello che mi è parso di capire, il fuoco delle iniziative legate al Fisu è soprattutto sulla prevenzione, la partecipazione e l’inclusione. E’ pur vero che le ricette della prevenzione non possono prescindere dal rispetto delle regole necessarie alla convivenza.
Come potrete ascoltare anche nella puntata di Caterpillar scaricabile dalla sezione podcast, gli interventi dal lato della prevenzione a Prato sono piuttosto interessanti: viene fatta formazione tra gli operatori delle polizie municipali al fine di insegnare a conoscere e capire le tradizioni delle popolazioni e i possibili e diversi approcci alla nostra struttura sociale; vengono predisposte indagini sugli immigrati di seconda generazione, soprattutto tra i bambini nelle scuole; è stato esteso nelle regione Toscana il servizio sanitario e sociale a tutti, compresi i clandestini e inoltre si cerca di conoscere il livello d’integrazione dal punto di vista economico, imprenditoriale e lavorativo, per cercare di capire come è possibile sostenere le piccole attività artigianali.
Per quanto riguarda invece i controlli sulle aziende artigianali, Prato interviene con un’organizzazione interforze, dove Polizia, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Ispettorato del Lavoro, I.N.P.S., Guardia di Finanza e A.S.L. collaborano insieme. Le ispezioni vengono fatte 2/3 volte a settimana. Viene controllata la validità dei documenti, valutato se i macchinari e se lo stabile è a norma e nel caso di infrazioni vengono posti i sigilli.
Tutto sommato la mia opinione è che il risultato ottenuto è duplice: uno forse più palese, che è quello di diminuire la percezione di insicurezza dei cittadini di Prato, comunicando loro credo anche indirettamente che le istituzioni sono presenti sul territorio e cercano di garantire il rispetto della legalità; dall’altra il risultato forse secondario è quello di contribuire alla sicurezza dei lavoratori cinesi stessi, i cui datori di lavoro non credo brillino per sensibilità rispetto al problema degli incidenti sul lavoro.

Siena – La fabbrica delle periferie

Siena - foto Roel Groeneveld     La fabbrica delle periferie è stata la prima iniziativa ad aver avuto un po’ di risonanza grazie alla trasmissione Caterpillar. Si tratta di un’idea molto interessante che a fronte del diffondersi del senso d’insicurezza, propone attività centrate sulla prevenzione e la partecipazione, piuttosto che sulla repressione. In che senso?
     Il progetto, attivato dall’ufficio di coordinamento di Agenda 21 del Comune di Siena, prevede tra le altre cose l’istituzione di vari sportelli all’interno delle circoscrizioni. Gli operatori, spesso provenienti dalle rete delle associazioni del volontariato (Arci, Corte dei Miracoli, Kalos) applicano un principio tanto fondamentale quanto dimenticato nella convivenza civile, quello della mediazione. Nel corso della puntata di Caterpillar, che potete ascoltare in Podcast, Laura Troja ha intervistato una delle operatrici di questi sportelli: Elena Frassanito.
     Elena ha portato ad esempio due casi molto distanti fra loro: da una parte il tipico disagio delle persone più anziane che soffrono la confusione e gli atti di teppismo dei ragazzi più giovani; dall’altra le problematiche degli abitanti di un quartiere periferico nel quale i trasporti pubblici sembrano latitare, spesso la notte e nei giorni festivi. Le soluzioni proposte dimostrano chiaramente come in entrambi i casi, agendo con flessibilità (anche mentale) e la capacità di inserirsi nelle pieghe della struttura sociale, possano essere tentate soluzioni che riescono a restituire importanza alle parti in causa in quanto membri attivi della comunità di cui fanno parte. 
     I mediatori di strada, così si chiamano, parlano separatamente con le parti in causa, ascoltano le loro ragioni e poi mettono le parti in comunicazione. “Le persone a volte sono un po’ rigide nel modo di pensare” dice Elena e il segreto, spiega, è quello di farle entrare dal punto di vista dell’altro. Concedere loro la possibilità di “aprirsi”, mi viene da aggiungere. Oppure, come nel secondo caso: parlare con i cittadini, distribuire questionari, raccogliere dati concreti con i commenti, parlarne ai responsabili dei servizi di trasporto e accordarsi per allargare le fasce orarie.
     Da parte mia sono rimasto sorpreso dalla semplicità, dal buon senso e anche da una capacità di coordinamento che rimane giustamente sottotraccia. Voglio sentire con il Comune di Siena se è possibile saperne qualcosa di più, magari intervistare qualche protagonista di questi interventi, sapere come sono organizzati e vedere se è un’idea applicabile anche altrove. Intanto, se siete curiosi, vi invito a consultare il blog della Fabbrica delle Periferie.