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100Città per la Sicurezza – gli eventi

E’ iniziata la seconda edizione di “100Città per la Sicurezza”.
Sul sito del Fisu potete trovare l’aggiornamento di tutte le manifestazioni cittadine in corso.

Ecco qua una prima lista degli eventi:
Tutta la settimana (16/22) – LIVORNO – “Sicuri insieme: percorsi di sicurezza partecipata”
Tutta la settimana (16/22)– LAINATE – “Lainate per la sicurezza: una settimana per vivere la città”
7 – CREMONA – Presentazione del volume del FISU “100 idee per la sicurezza”
8 – CASTENASO – Biciclettata in sicurezza
14 – REGGIO EMILIA – “Amo reggio in zona stazione: progetti per riqualificazione e la costruzione di identità civica”
14 – BOLOGNA – “Borgo Block Party”
14 – PROVINCIA DI LA SPEZIA (e comuni della provincia) – Presentazione del volume del FISU “100 idee per la sicurezza”
17 – TOSCANA – “I nuovi volti delle città e la sicurezza urbana”
18 – MARCHE – “Sicurezza urbana: esperienze e buone pratiche attraverso l’analisi di modelli organizzativi e gestionali della sicurezza”
18 – LIGURIA – Presentazione rapporto annuale
18 – ALESSANDRIA – Operazione sicurezza PM
18 – PROVINCIA MACERATA – Sportello informativo in piazza
19 – MODENA – “Mediazione penale: fattibilità di un progetto di sperimentazione
19 – CASALPUSTERLENGO – Incontro in piazza “Vivere la città, i colori delle regole”
20 – EMILIA ROMAGNA – “Progettazione degli spazi pubblici e sicurezza”
20 – MONTEGRANARO – “Stappa la vita”
20 – TERRE VERDIANE – Incontro con i cittadini e presentazione della guida sulla sicurezza”
20 – CHIARAVALLE – Incontro con i cittadini sui servizi dell’amministrazione in tema di sicurezza”
20 – FIDENZA – “Per una città sicura: “Osservazioni, metodi e risultati”
21 – TRENTO – Punto informativo al parco in occasione della manifestazione “Spazio al parco”
21 – SARZANA (SP) – Simulazione del funzionamento del CCTV
21 – PRATO – “Sicuri e informati”
21 – S. LAZZARO DI SAVENA – Mostra delle vignette sulla sicurezza e apertura dello sportello sociale
21 – S. BENEDETTO DEL TRONTO – “Notte bollente” (servizi di strada per prevenzione alla guida+alcool)
21 – PESARO – “Notte bianca” (servizi di strada per prevenzione alla guida+alcool)
21 – BELLARIA (e comuni della provincia di Rimini) – Safe Day: Incontro col mondo giovanile
23 – RAVENNA –“ Notte delle streghe” e apertura dello Sportello Citt@Attiva
25 – CHIARAVALLE – “A9.CittàSicura: Sicurezza è libertà di essere”
1 luglio – MEDICINA (BO) – “Tanto non capiterà mai a me”
data da definire – SENIGALLIA – “Viaggio sicuro al termine della notte”
data da definire – PROVINCIA MILANO – Presentazione del volume sulla storia della Polizia Provinciale
data da definire – CASALPUSTERLENGO (LO) – Iniziativa con i giovani sul territorio
data da definire – PIACENZA – Riqualificazione urbana e spazi per i giovani

Livorno – Non solo nonno

Il Comune di Livorno, già passato tra i post di questo blog per il progetto “No ai bulli!”, ci presenta oggi un’ulteriore iniziativa denominata “Non solo Nonno”. I protagonisti di questo progetto sono stati 30 anziani volontari che operano sul territorio in attività di vigilanza davanti alle scuole e nei giardini pubblici.
L’idea alla base di questa iniziativa mi è sembrata quella di cercare di diminuire la generale percezione di insicurezza, garantendo nel contempo una maggiore partecipazione di una parte di cittadinanza che di solito viene sostanzialmente dimenticata e messa da parte.
Se è vero infatti che la città rappresenta un processo di continua costruzione della vita in comune, i cittadini più anziani hanno letteralmente tutta la loro esperienza di vita da mettere in gioco, ciononostante questa esperienza viene facilmente ignorata dalla comunità stessa. A Livorno hanno piuttosto pensato di valorizzarla.
Come spiega bene Fabio Ferroni, responsabile del progetto “Città Sicura”:

L’aspetto importante è che questi anziani volontari conoscono a fondo il territorio ed il suo tessuto sociale, e quindi possono essere davvero una risorsa, un trait d’union tra varie generazioni: la trasmissione della loro saggezza di nonni e dei loro “vissuti” contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza e di rispetto verso la città

Una parte delle attività presso le quali sono impiegati gli anziani hanno a che fare con i parchi, con questi luoghi aperti e di ritrovo che spesso finiscono nelle pagine della cronaca per questioni legate all’insicurezza urbana. Qui si dedicano alla loro salvaguardia, segnalano gli atti vandalici, si cimentano in attività di sorveglianza, affrontando piccoli e grandi atti di inciviltà, comportamenti disturbanti, situazioni di marginalizzazione, cercano infine di aiutare persone in difficoltà e come spiega bene il resoconto di questa iniziativa, a volte è utile la loro semplice presenza.
Il taglio del progetto è psicologico e sociologico. L’idea è stata cioè quella di fornire ai volontari una formazione per sviluppare e consolidare le capacità relazionali e saper gestire i conflitti interpersonali. Trovandosi in una posizione di controllo e sorveglianza, ma essendo privi di qualsiasi potere giuridico, per agire efficacemente devono saper ascoltare e saper comunicare con ogni interlocutore, rapportandosi in modo diversificato a seconda che i soggetti siano bambini, giovani o anziani. L’unica arma di cui dispongono è cioè quella della persuasione e del senso civico. Armi che ancora sento di preferire ai manganelli delle ronde di quartiere.
I volontari infatti vengono coinvolti in percorsi di conoscenza e laboratori specifici condotti da esperti, come psicologi e operatori sociali, dove vengono affrontati i più importanti modelli di comunicazione, vengono sviluppate le proprie capacità relazionali e si cerca di migliorare la gestione dei rapporti attraverso l’utilizzo di strategie e modalità di superamento dei conflitti e persuasione. Un ulteriore risultato di questa preparazione specifica è stata l’attivazione di un Centro di Ascolto gestito dagli anziani volontari che hanno partecipato al progetto.

Insomma… in epoche non eccessivamente remote i membri più anziani erano depositari della memoria specifica della comunità. Ora la parola significativa, la parola che conferisce senso non è più quella degli anziani. La nostra organizzazione sociale orientata prevalentemente sulla produzione e sulla produttività tende a dimenticarsi facilmente degli individui non più produttivi a meno che non li si riesca a rivalutare in quanto consumatori. Gli anziani, collocati in ospizio o affidati alla cura di una badante vengono sostanzialmente estromessi dalle relazioni sociali significative.
E’ ancora più interessante quindi, vedere come questa partecipazione che propone il comune di Livorno, operi con uno sguardo lucido sul presente e tramite la creazione di questi spazi per la partecipazione crei nuove reti di relazione, favorendo la socializzazione degli anziani tra loro e con altre generazioni, e fornisca ruoli per poter essere ancora costruttori attivi della vita di comunità.

Livorno – No ai bulli!

     Di bullismo negli ultimi anni si è discusso a sufficienza e pensavo che non avrei avuto difficoltà ad entrare nell’argomento. Ricordavo bene, infatti, tutta una serie di vicende che in poco tempo avevano permesso alla questione di salire la “classifica” affollata delle emergenze nazionali: l’aggressione al ragazzo affetto dalla Sindrome di Down; la svastica incisa sul braccio di una ragazzina a Biella; i racket delle merendine; le estorsioni di denaro; le baby gang; gli studenti costretti a comprare droga, gli atti di vandalismo, le violenze sessuali, i suicidi a seguito dei maltrattamenti. 

     L’aver messo in fila questa serie di eventi però, non ha semplificato le cose. Non capivo perché venissero messe nella stessa categoria (bullismo) le merendine rubate e violenze così inconcepibili; e parlando con i miei interlocutori rimanevo con la sensazione di un fenomeno che ci tocca troppo intimamente perché si possa essere in grado di esprimere opinioni con il giusto distacco. In altre parole:

1) Cos’è “bullismo”? Chi è “il bullo”? Se queste vicende sono state etichettate come “atti di bullismo”, quand’è che si sfocia nel crimine vero e proprio e quando si può parlare di criminale?

2) Abbiamo quasi tutti conosciuto il bullismo, se non come aggressori, almeno come vittime o come osservatori. Quindi il fenomeno non può essere così recente. Ma è forse per questo che riteniamo di poter dire tutti qualcosa in merito, anche quando in verità non disponiamo dei mezzi necessari e ci dividiamo facilmente tra l’idea che si tratta di normali conflitti fra coetanei e l’idea che sono comportamenti da reprimere; non sappiamo se attribuire la colpa alle istituzioni scolastiche o alle famiglie; non capiamo se è cambiata la società, o sono cambiati i mezzi di comunicazione e se al di là della gravità dei fatti, questi ragazzi alla fine bisogna punirli o bisogna capirli.

      Per questo motivo ho trovato molto utile l’iniziativa intrapresa dal Comune di Livorno che qualche giorno fa mi ha inviato il materiale relativo al loro progetto “No ai bulli!”. Se nel dibattito sulla sicurezza, il problema in questione viene affrontato spesso in maniera approssimativa, fermandosi alle sue manifestazioni esteriori, all’evento tragico, alla notizia e alle preoccupazioni che desta, a Livorno è stato tentato un approccio prettamente scientifico. L’iniziativa nasce all’interno del progetto “Città sicura”. Lo staff del progetto collabora con le circoscrizioni, con le istituzioni scolastiche e con il Settore Attività Educative del Comune e l’importante tentativo di prevenire il fenomeno del bullismo rientra in una serie di attività che hanno come obiettivo anche l’educazione alla legalità, alla partecipazione attiva e all’intercultura. Nello specifico, Ersilia Menesini e Simona Pagnucci, due ricercatrici del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Firenze hanno condotto un’interessante ricerca con 461 ragazzi e ragazze di 5 scuole medie di Livorno, denominata Crescere con fatica. Comportamenti vissuti ed emozioni a rischio nel contesto scolastico. E’ stata indagata la realtà sociale ed emozionale vissuta dai ragazzi, sono stati utilizzati strumenti come il Seattle Personality Inventory che come specificato nella ricerca:

consente la rilevazione non solo dei problemi relazionali e di condotta, ma anche di quelle manifestazioni sintomatologiche che, come l’ansia, la depressione e i disturbi psicosomatici, costituiscono gli aspetti più rilevanti del disagio psicosociale sommerso in età evolutiva.

Inoltre è stato utilizzato un questionario sull’intelligenza emotiva, utile per misurare il grado di conoscenza che i ragazzi possiedono circa il significato e le funzioni delle emozioni.

     Sono molteplici gli strumenti messi in campo e nel saggio di 60 pagine vengono presentati numerosi grafici esplicativi e, cosa più importante, la chiusura è dedicata a delle proposte di intervento, sia per la prevenzione del fenomeno che per abbassare il livello d’allarme quando il disagio è già presente: interventi sulla competenza emotiva; per promuovere il riconoscimento delle emozioni; per promuovere l’abilità di assumere la prospettiva dell’altro e sulla competenza sociale.

     Per concludere, “No ai bulli!” è anche un filmato realizzato dai membri del Consiglio dei ragazzi della Circoscrizione 5.

     Che dire? Anche in questo caso, come negli altri analizzati finora sono rinfrancato dall’esistenza di iniziative tanto profonde e radicate, quanto poco pubblicizzate dai media più importanti.

Ps: venerdì è andato in onda il 6° appuntamento con Caterpillar, questa volta da Pesaro. Trovate la puntata da scaricare nella solita sezione I podcast di Caterpillar. A breve un resoconto. Questa volta da quelle parti c’ero anch’io.